PANEVIN DE A' PIFANIA

La manifestazione del Panevin de 'a Pifania, detta anche Piro'a Paro'a, si apre con una fiaccolata per le vie del centro storico alla quale partecipano oltre 250 figuranti in costume: le rappresentanze dei borghi di Noale, i re magi, le befane, i contadini, i pastori e le maranteghe. Segue poi la rappresentazione sacro-profana, i lamenti dei borghi ed infine viene acceso il gran falò e, a seconda della direzione presa dal fumo, il vate trae il pronostego per l'anno nuovo. Tutta la cerimonia è allietata da canti e musiche popolari, alla sua conclusione, un caratteristico spettacolo pirotecnico chiude la serata. A tutti i presenti viene offerta la tradizionale pinza e il vin brulè.
I riti di purificazione per mezzo del fuoco, generalmente riti di passaggio, sono caratteristici delle culture agrarie: rappresentano infatti gli incendi dei campi che si adornano poi del verde manto della natura viva. Il simbolismo di questi riti è di tipo solare: invocano il ritorno della bella stagione e le loro origini sono da ricercarsi agli inizi dell'agricoltura. Presso i popoli dell'antichità come il sole con i suoi raggi, così il fuoco con le fiamme era il simbolo dell'azione fecondante, purificatrice e illuminatrice e la fiamma che sale verso il cielo raffigurava la spinta verso la spiritualizzazione. Nelle tradizioni celtiche, ai primi giorni di maggio, i druidi accendevano grandi fuochi, fra cui facevano passare il bestiame per preservarlo dalle epidemie. Cesare parla, nel De Bello Gallico, dei grandi manichini di vimini a cui i Galli davano fuoco. Per san Patrizio il fuoco significava che il cristianesimo doveva prevalere in modo definitivo.
tratto da www.proloconoale.it


© 2008 Noale.Info | Webmaster | disclaimer | contattaci
Alcedomedia | Tutti i diritti riservati | Photo by studio OTUS